Parole opere ed omissioni dal mondo delle due ruote a pedali


Rivista per cicloturisti – Free Download

 

 

Bicycle Traveler è una rivista internazionale dedicata al cicloturismo su scala planetaria. In ogni numero si possono leggere avvincenti reportage di viaggi accompagnati da fotografie che fan muovere la fantasia a pedali.
La rivista esce con tre numeri all’anno (Gennaio, Maggio e Settembre). Per chi volesse sfogliare l’uscita di Gennaio, è disponibile il downloada gratuito in formato pdf, basta cliccare qui

 

 



Arrestare i Cicloladri

La prossima primavera partirà una nuova serie intitolata To Catch a Bike Thief che si prende a cuore la questione dei ladri di biciclette. Il programma seguirà le avventure di un gruppo di ciclisti appasionati anche di tecnologia che cercano nuove strade per arrestare i cicloladri.
L’esca è una mountainbike che cela al suo interno un dispositivo GPS, tramite il quale sarà possibile seguire il deliquente e fermarlo.

Ulteriore info le trovate qui

e qui di seguito il trailer



Mica per niente si chiamano cargo bikes

Lo scatto seguente è del fotografo Alain Delorme che ritrae un uomo delle consegne a Shangai; un perfetto connubio fra vecchio carrettino e moderno commercio.

Altre immagini le trovate qui.



Tricicli per bambini cresciuti

 

 

Si inizia con una garetta aziendale…..

 

 

….poi la voglia di divertimento cresce e ci si fa prendere la mano.

 

 

 



Magura RT8 – TT

 

 

Dopo il video premonitore, Magura ha fatto uscire il suo impianto idraulico per bici da strada e destinato nello specifico a biciclette da cronometro e triathlon.

 

 

 

Si tratta di un freno a cerchio, ovviamente di tipo idraulico, sviluppato in collaborazione con Cervelo per quanto riguarda l’aerodinamicità. Le leve di attuazione sono di tipo “convenzionale” quindi non hanno integrato nessun tipo di meccanismo per la cambiata, funzione che viene svolta dai classici manettini da montarsi sulle prolunghe manubrio.
Al di là delle sigle e puppoli colorati sventolati dal marketing, vediamo cosa c’è di concreto in questo impianto frenante.
Il sistema è fondamentalmente semplice, si tratta di un pompante racchiuso all’interno della leva freno che aziona, grazie all’olio, un pistone secondario, posizionato nella mezzeria del corpo freno, che ha la funzine di divaricare ibracci del freno e quindi pressare i pattini contro il cerchio. In sostanza si tratta di un corpo freno meccanico ad attuazione idraulica.
Visto che non ci sono cavi posti all’esterno, si può presumere che il tutto dia un vantaggio aerodinamico.
Il ritorno dei pattini è garantito da un molla di richiamo che riporta i bracci del corpofreno nella posizione iniziale.
Il sistema non è dotato di dispositivo che compensa il consumo dei pattini, in quanto, la leva freno, è in grado di spostare un’elevata quantità di olio, tale da far raggiungere i pattini al cerchio anche quando i pattini stessi sono molto consumati.
Le leve di attuazione sono dotate di una vita per regolarne l’apertura e quindi per farle adattare al meglio alle dimensioni delle mani del ciclista.
Grazie ad una levetta posta su ciascuna leva dei freni al manubrio, è possibile far rientrare il pistone secondario, il che ha come conseguenza l’allontanamento dei due bracci del corpo freno e permette la sostituzione rapida della ruota.
Il corpo freno può essere installato comodamente su qualsiasi forcella e telaio dotati dei convenzionali fori di fissaggio per un corpo freno tradizonale.
Il fluido all’interno dei freni è il classico olio minerale Royal Blood di Magura che garantisce bassa proprietà igroscopica e non è corrosivo come il DOT; anche qui c’è una garanzia di 5 anni contro perdite da parte dell’impianto.
La massa dell’impianto è di 495 grammi ed il prezzo è di 599 euro, con disponibilità da Giugno. In futuro sarà disponibile una versione RT6 TT ad un prezzo di 499 euro e che presenterà una leva in alluminio anzichè in carbonio. Per chi poi volesse dotare la classica bici da corsa con un sistema idraulico, è in progetto un sistema misto meccanico/idraulico che permetterà di mantenere le tradizionali leve con comandi e quindi attuazione a cavo diun sistema idraulico.

Uno dei vantaggi di un tale impianto su una bicicletta da cronometro, che presenta forme dettate dalla galleria del vento e votate all’aerodinamicità, sta nel fatto che si può far passare il condotto idraulico anche facendoli fare pieghe ardite che tanto non ci saranno problemi di attrito come avviene con i tradizionali cavetti metallici.

In sintesii vantaggi di un sistema idraulico:
Sistema protetto e inattaccabile dalla polvere, sabbia ed acqua.
Facilità di cambio dei pattini freno.
Semplicità nell’accorciare i tubi e nello spurgare l’impianto.
Evitare l’attrito dei tradizionali cavetti metallici usat iper l’attivazione del freno.
Grande potenza frenante con il minimo sforzo.
Grande modulabilità.

Da possessore di HS33, mi sento di dire che se questi nuovi freni sono come i menzionati HS33, allora il miglioramento sulle specialissime sarà decisamente tangibile.

 

Due immagini live tratte da Fair Wheel Bikes forum

 

 

 

 

 

Video di presentazione:

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni cliccate qui

 

Se a qualcuno la forma dei freni ha fatto rivere un deja vu, ma non si ricorda il perchè, allora può guardare l’immagine sottostante: corpo freno Campagnolo Delta del 1984.

 

 

 

 



Specy VS Volagi: la sentenza

Del caso ne avevo parlato in questo post; ora è arrivata la sentenza;
una sentenza che dichiara Robert Choi responsabile dei fatti ascrittigli, mentre Barley Forsman è stato dichiarato non colpevole.
Choi sarà tenuto a rifondere Specialized con un dollaro, si avete letto bene, un dollaro e a Volagi sarà consentito l’utilizzo, per le sue biciclette, del design denominato Long Bow oltre che il colore rosso.
La dichiarazione di Specialized sulla sentezza è stata decisamente morigerata, calcando la pista che per loro non si trattava si una questione di denaro, ma di principio e che vincere la causa era il loro obiettivo.
Choi è stato dichiarato colpevole perchè il suo lavoro con Specialized si era protratto anche dopo aver dichiarato all’azienda che si sarebbe licenziato per mettersi in proprio; ma Specy gli aveva chiesto di restare fino al termine dei progetti intrapresi con la casa californiana. Questa sua permanenza extra in casa di Mike Sinyard gli è costata il verdetto a lui sfavorevole.
I due di Volagi non si arrendono sul piano legale e cercheranno di avere un rimborso delle ingenti spese legali sostenute.
Sul piano mediatico della pubblicità ne ha certo guadagnato la Volagi, che ha visto aumentare vorticosamente la richiesta della sua Liscio, attualmente l’unica bicicletta inproduzione.



Lo spirito dell’Eroica

Un bel video di Edouard Sepulchre



Magura: Brave New World

 

 

 

Il video è stato caricato da Magura il giorno di Natale e dal quale non si capisce nulla, si possono fare solo speculazioni in attesa che a fine Gennaio venga svelato l’arcano.
Il progetto è stato realizzato con un rinomato produttore di componentistica OEM e si tratta di qualcosa di mai visto prima nel settore ciclo.
Pare che si tratti di un freno idraulico dedicato alle bici da strada, cosa che Magura aveva già sperimentato alla fine degli anni 80, sebbene si trattasse di una leva freno indipendente dai comandi; soluzione oggi impensabile, quindi a voler ipotizzare si potrebbe trattare di una leva di tipo integrato che azioni sia cambio/deragliatore e freno.
Ma il freno sarà a cerchio o a disco?
E che dire del produttore di componentistica OEM con il quale Magura ha studiato il progetto?
Non si tratta di Sram che sta testando un prodotto tutto suo; Shimano è improbabile, visto che dovrebbe allearsi con un concorrente; Campagnolo ha già calato l’asso per il 2012 con il cambio elettronico.
Voci, vocine e vocione di corridoio puntano il dito sulla Acros che lo scorso anno hapresentato una trasmissione per mtb ad attuazione idraulica l’ A-GE, che quindi con pochi cambiamenti si potrebbe sposare a cambio e deragliatore stradali.

Non resta che attendere la fine del mese.

 



Il ciclocross da Bilenky

 

 

Come da tradizione pre natalizia è ritornato, dallo sfasciacarrozze Bilenky, l’appuntamento goliardico per i freak del pedale.

 



Le esternazioni di Mike Sinyard

Mike Sinyard, presidente e fondatore di Specialized, ha inviato una letterina natalizia ai suoi rivenditori, avvertendoli di stare in guardia nei confronti di un’applicazione di Amazon denominata Price Check.

Tale applicazione consente agli utenti di recarsi in un negozio tradizionale, provare quanto si vuole comprare e poi fare l’acquisto on line cercando dove costa meno per mezzo del codice a barre del prodotto o della sua descrizione. In sostanza si sfrutta il negozio, magari per provare un paio di scarpe, dopo di che, grazie e arrivederci al negoziante e l’acquisto viene fatto on line.

Il problema non si porrebbe se le varie marche, come fa Specialized, imponesse dei veti o quantomeno il rispetto di un prezzo di cartellino.
Mike senza peli sulla lingua cita alcune delle marche che non supportano i negozi tradizionali in tal senso; stiamo parlando di Pearl Izumi, Shimano, Louis Garneau, Giro, Bell, Fizik, Sidi eCatEye.

Sostanzialmente Sinyard invita i proprietari di negozi a consultare per benino le politiche dei vari produttori prima di acquistare la loro merce, con la non tanta paventata ipotesi che poi resti invenduta a causa di un miglior prezzo on-line.

Su un altro fronte Specialized è impegnata in una causa legale contro la Volagi Cycles per il design della Liscio, una bici da corsa con freni a disco. Motivo della contesa è che secondo Specialized la Liscio è stata copiata dalla Roubaix.
I fondatori della Volagi, ovvero Robert Choi e Barley Forsman, si conobbero mentre, entrambi, lavoravano alla Specialized e lì maturarono il desiderio di mettersi in proprio.
Secondo Specy, i due avrebbero attinto a piene mai al design e segreti commerciali per produrre una biciclette nella stessa fascia di utilizzo della Roubaix.
Dal canto loro Choi e Forsman si difendono accusando Specialized di voler far fuori  la concorrenza a colpi di carte legali e ben pagati avvocati; aggiungendo che il loro lavoro in Specialized gli impediva di entrare in contatto con le informazioni sensibili che secondo Specyavrebbero sottratto.

Fra un paio di settimane comincerà il processo.




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