Parole opere ed omissioni dal mondo delle due ruote a pedali


Il ciclocross da Bilenky

 

 

Come da tradizione pre natalizia è ritornato, dallo sfasciacarrozze Bilenky, l’appuntamento goliardico per i freak del pedale.

 



Le esternazioni di Mike Sinyard

Mike Sinyard, presidente e fondatore di Specialized, ha inviato una letterina natalizia ai suoi rivenditori, avvertendoli di stare in guardia nei confronti di un’applicazione di Amazon denominata Price Check.

Tale applicazione consente agli utenti di recarsi in un negozio tradizionale, provare quanto si vuole comprare e poi fare l’acquisto on line cercando dove costa meno per mezzo del codice a barre del prodotto o della sua descrizione. In sostanza si sfrutta il negozio, magari per provare un paio di scarpe, dopo di che, grazie e arrivederci al negoziante e l’acquisto viene fatto on line.

Il problema non si porrebbe se le varie marche, come fa Specialized, imponesse dei veti o quantomeno il rispetto di un prezzo di cartellino.
Mike senza peli sulla lingua cita alcune delle marche che non supportano i negozi tradizionali in tal senso; stiamo parlando di Pearl Izumi, Shimano, Louis Garneau, Giro, Bell, Fizik, Sidi eCatEye.

Sostanzialmente Sinyard invita i proprietari di negozi a consultare per benino le politiche dei vari produttori prima di acquistare la loro merce, con la non tanta paventata ipotesi che poi resti invenduta a causa di un miglior prezzo on-line.

Su un altro fronte Specialized è impegnata in una causa legale contro la Volagi Cycles per il design della Liscio, una bici da corsa con freni a disco. Motivo della contesa è che secondo Specialized la Liscio è stata copiata dalla Roubaix.
I fondatori della Volagi, ovvero Robert Choi e Barley Forsman, si conobbero mentre, entrambi, lavoravano alla Specialized e lì maturarono il desiderio di mettersi in proprio.
Secondo Specy, i due avrebbero attinto a piene mai al design e segreti commerciali per produrre una biciclette nella stessa fascia di utilizzo della Roubaix.
Dal canto loro Choi e Forsman si difendono accusando Specialized di voler far fuori  la concorrenza a colpi di carte legali e ben pagati avvocati; aggiungendo che il loro lavoro in Specialized gli impediva di entrare in contatto con le informazioni sensibili che secondo Specyavrebbero sottratto.

Fra un paio di settimane comincerà il processo.



I due di Fixie cedono la mano

 

 

 

Recep Yesil e Holger Patzelt, i due fondatori della Fixie Inc. hanno ceduto il marchio alla compagnia che opera su internet AG. La Fixie era/è famosa per le sue biciclette monorapporto e non solo, prodotte con grande cura e qualità. Gli stock restanti saranno venduti direttamente  da AG su fahrrad.de, Brugelmann e altri negozi. I due fondatori della Fixie hanno deciso di cessare l’attività in quanto non sono riusciti a raggiungere una massa critica di vendite che giustificasse i loro sforzi nel produre biciclette.
Pare che di questi tempi la passione e la qualità non bastino.

I nuovi proprietari hanno dichiarato che ci sarà comunque per il 2012/13 una nuova linee di fisse.
Staremo a vedere.

Nel frattempo rimpiango i modelli multirapporto Betty Leeds e Pure Blood.

 

 

 

 

 



Campagnolo EPS spiegato dall’interno

 

 

Il capo ingegnere della Campagnolo, Flavio Cracco, spiega le tecnologie che stanno dietro il sistema elettronico di cambiata EPS.

 

 

RIASSUNTINO dei punti salienti

Quello che si vede nel video è il Super Record in versione elettronica.
La forma delle leve, sia a scalare, che a salire, permette il loro utilizzo sia che le mani si trovino nella parte alta o in quella bassa del manubrio; il tutto rispettando la filosofia Campagnolo dell’unica funzione per ogni leva.
All’interno dei comandi c’è una scheda che riceve il segnale in maniera analogica dai comandi stessi e lo invia alla centralina DTI, che tramuta il segnale analogico ricevuto in segnale digitale da instradare al resto del gruppo. La centralina DTI è dotata di luce led a diversi colori:
verde, verde lampeggiante, giallo, rosso e rosso lampeggiante.

Quando il led lampeggia in colorazione rossa, bisogna ricaricare la batteria. La scatola che alloggia la batteria ospita anche l’unità che controlla tutto il gruppo. Tale unità di controllo non solo attua il movimento di cambio e deragliatore, ma dagli stessi riceve informazioni che vengono poi rielaborate al fine di garantire la posizione di cambio e deragliatore con la massima precisione possibile. Sull’unità di controllo è presente un ulteriore led che informa su eventuali malfunzionamenti del sistema; ad esempio, se il problema è sul cambio, allora il led si illumina di colore verde; un problema al deragliatore è segnalato con colore giallo e così via. A differenza di Shimano, quindi, il sistema di autodiagnosi è integrato nella scatola che alloggia la batteria; scatola che è protetta dall’infiltrazione di polvere e può resistere ad un’immersione in acqua fino ad una profondità di un metro. Il contenitore è dotato anche di un sistema antivibrazione per evitare che le irregolarità stradali si ripercuotano sul funzionamento del sistema; il tutto è stato testato alla Parigi Roubaix e al Giro delle Fiandre.

Il deragliatore si compone di un attuatore, ovvero di un motorino e relativa scatola degli ingranaggi, e di un sistema elettronico che permette di conoscere in ogni istante direzione, velocità e posizione. Il tutto è racchiuso in una struttura di tecnopolimero con fibra di carbonio all’interno. La gabbia del deragliatore presenta la guancia esterna in carbonio e quella interna in alluminio. Le guance sono state appositamente ridisegnate per il sistema eletronico.
Il cambio è costituito anch’esso da tecnopolimeri e carbonio e il suo movimento è garantito da un attuatore di tipo lineare. Sia il deragliatore che il cambio si regolano in maniera elettronica senza dover intervenire su nessuna vite, ad eccezione di una vitina posta sul cambio e che viene settata dopo aver regolato il cambio. Tale vitina fa in modo che la gabbia del cambio non vada a collidere con i raggi della ruota.
Per regolare il gruppo si premono in contemporanea, e per 6 secondi, i bottoni posti sulle leve di comando al manubrio; a questo punto sull’unità di controllo si accende il led in colorazione blu che indica che ci troviamo in modalità “calibrazione del sistema”.

Successivamente si scegli se regolare il cambio o il deragliatore; ad esempio se voglio regolare il cambio tocco la leva sul manubrio che comanda il cambio stesso. L’attuatore del cambio si muove in maniera continua quindi non a scatti prefissati. Si pongono le rotelline del cambio in linea con il secondo pignone della cassetta e si conferma la posizione premendo il pulsantino posto sul comando al manubrio di destra. A questo punto la luce sull’unità di controllo diventa bianca indicando che la procedura di calibrazione non è completa. La catena va quindi spostata sull’ultimo pignone, posizionando le pulegge nella mezzeria del pignone stesso; pigiamo il bottoncino sul comando al manubrio e il led diventa di colore blu e lampeggia, indicando che l’indicizzazione del cambio posteriore è completata. Il cambio presenta la funzione multishifting che permette di salire o scendere su tutta la cassetta pignoni in un secondo e mezzo. Se durante l’uscita o la gara non si è soddisfatti della regolazine, è possibile intervenire con delle microregolazioni premendo uno solo dei bottoncini presenti sui comandi al manubrio per più di 6 secondi e il led sull’unità di controllo diventa rosa e si possono fare delle microcalibrazioni pari a 0,1mm per il deragliatore e 0,2mm per il cambio. Terminata la microregolazione, si preme il bottoncino sul corrispondentecomando e il led rosa lampeggia indicando che la microregolazine è stata completata

 

 



L’integrazione secondo Rob English

Il sistema elettromeccanico Shimano Di2 può sembrare esteticamente ingombrante, a meno che qualche mano sapiente non si metta all’opera, e quello che ottiene è qualcosa di notevole.

La creatura della English Cycles presenta una batteria interna al telaio, fornita dalla Icarus Lights, che pesa la metà rispetto a quella di serie della Shimano e nel contempo ha un’autonomia superiore del 50% e viene ricaricata tramite una porta microusb.

L’unità di controllo che normalmente è poco gradevole da vedersi appesa ai cavi dei freni, viene integrata nella parte inferiore dell’attacco manubrio, con la cavetteria che scorre da prima all’interno dello stelo dell’attacco stesso e poi si propaga lungo il tubo obliquo. Gli unici punti in cui sono visibili i cavi sono in prossimità del deragliatore e del cambio.

La parte di maggior pregio è proprio l’attacco manubrio che ospita l’unità di controllo del Di2. L’attacco costituisce un pezzo unico con il cannotto forcella e la forcella vera e propria si unisce al cannotto in prossimità della testa grazie ad un sistema a morsetto a due viti. Sostanzialmente è come vedere un sistema tradizionale ma invertito.

Per ovviare al problema di fissaggio del corpo freno anteriore su tale forcella, Rob ha usato un bullone più corto del normale, che non passa attraverso la testa della forcella ma si avvita su una rondella conica posta sulla parete interna nella parte frontale della testa forcella.

I cavi passano dal cannotto forcella al tubo obliquo grazie ad apposite feritoie che permettono di ruotare il manubrio di 90°, sia a destra che a sinistra, senza mettere in tensione la cavetteria elettrica.

Altri particolari riguardano il tubo obliquo di tipo aerodinamico, ottenuto con tubazioni Columbus, il tubo verticale a spessori differenziati e ovalizzato, i foderi verticali minimalisti di tipo wishbone. Tocco finale la guarnitura in stile retrò.
La massa complessiva della specialissima è sotto i 6,8 Kg.

Fonti:
English Cycles
Bike Rumor



Cycle Speedway

 

 

Il Ciclo Speedway è una disciplina praticamente sconosciuta da noi, ma decisamente più in voga nel Nord Europa, dove anche grazie ai bassi costi di gestione viene inserita come attività sportiva nelle scuole.
Tale pratica ciclistica si svolge su tracciati ovali di 70-90 metri di lunghezza che vengono percorsi per quattro volte da batterie di 4 corridori a manche.
Visto che i contatti fra concorrenti sono più che leciti, gli stessi devono indossare pantaloni lunghi, maglietta, guanti e gonocchiere, oltre che l’obbligatorio casco.

Le biciclette sono singlespeed, con telai prevalentemente in acciaio, sono senza freni e con pedali flat senza punte. Le coperture sono specifiche per la disciplina in questione, con dimensioni ETRTO 37-590. Di norma le ruote sono a 32 raggi con incrocio in terza.
Forcella rigida, senza rake. Catene da 1/8″ con il rapporto più diffuso da 34 x 18
Massa totale del mezzo 7.5-9 Kg.
Per farsi un’idea dei mezzi e componenti, basta dare un’occhiata al sito di Archie Wilkinson che tratta tutto l’equipaggiamento per il Cyclo Speedway.

 

Un filmato rende meglio l’idea:

 

 

Links:
Federazione Britannica di Cyclo Speedway

Cycle Speedway Wikipedia

 



Lungimiranza olandese

 

 

Invece di muovere tonnellate d’acciaio giallo tramite motore termico volgarmente chiamati scuolabus, si può optare per il GoCab, carrettino porta bambini con pedalata assistita elettrica. C’è spazio per 8 bimbi, non serve una patente, ha bassi costi di gestione, ha 8 marce più la retro, un manubrio con piega girevole per far accomodare più agevolmente i bimbi, freno di stazionamento, cappottina, pannelli laterali rimovibili.
Le batterie hanno una durata di 1000 ricariche (circa 10000 Km).
Il costo base è di poco men o di 9000 euro compresi 2 anni di assicurazione se il veicolo si ferma e 7 anni di garanzia su telaio e forcella.

www.gocab.nl

 

 

 

 



La magistratura della repubblica di pulcinella sentenzia

 

 

E’ passato quasi un anno da quando il marocchino Chafik El Ketani, privo di patente e bello bombato di stupefacenti criminalmente uccise 8 ciclisti a Sant’Eufemia di Lamezia Terme, piombando su di essi con la sua Mercedes.
Alla vicenda seguì il consueto coro politico/religioso di sentenza esemplare/perdono.
Ieri la sentenza “esemplare all’italiana” è arrivata, condannando l’imputato ad anni 8 (leggasi otto) di reclusione; praticamente un anno per ogni vittima.
Nella “sentenza esemplare”, il gup Carlo Fontanazza ha concesso ad El Ketani le attenuanti generiche, riducendo così la pena inflitta rispetto alle richieste.
Salvatore Staiano, l’avvocato del marocchino, aveva sostenuto che il suo assistito nonguidava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (sostanzialmente le analisi fatte all’ospedaleerano cazzate) e non c’era neanche la certezza dell’eccesso di velocità (l’immagine sottostante sarà stata trattata con photoshop e la patente ritirata per un sorpasso azzardato uno sbaglio), chiedendo una condanna più mite.
L’avvocato avrebbe potuto anche spingersi oltre e chiedere i danni per la vettura ammaccata.

Altro che paese sull’orlo del baratro, la repubblica di pulcinella è ormai in avaria conclamata.

 

 



Spazio dedicato alle bici nelle stazioni di servizio

 

Stiamo parlando della Danimarca dove la compagnia petrolifera scandinava Statoil ha riservato in alcune sue stazione di servizio uno spazio dedicato ai ciclisti. In tale zona è possibile gonfiare gli pneumatici e fare piccole riparazioni.

 

 

 

Il cartello recita:
Caro ciclista,
in questo spazio puoi prenderti cura della tua bicicletta. La puoi pompare, lavara e all’interno del negozio puoi prendere in prestito utensili come brugole, cacciagomme e lubrificanti per la piccola mantenzione.
Buon lavoro.

Lo spazio riservato è dotato di un supporto ripiegabile per la bicicletta, di sistema di gonfiaggio e di un dispenser con salviette e guanti in plastica.

 

 

Sostanzialmente un piccolo investimento da parte della stazione di servizio che può implementare i guadagni dell’attività, magari perchè il pedalatore possiede anche una macchina o perchè lascia qualche spicciolo alla cassa.
Operazione che ha un senso soprattutto nel centro di Copenhagen dove il numero delle biciclette supera quello delle auto.

 

Fonte: Copenhagenize.com



Macanicframa

 

 




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