Parole opere ed omissioni dal mondo delle due ruote a pedali


Mica per niente si chiamano cargo bikes

Lo scatto seguente è del fotografo Alain Delorme che ritrae un uomo delle consegne a Shangai; un perfetto connubio fra vecchio carrettino e moderno commercio.

Altre immagini le trovate qui.



Tricicli per bambini cresciuti

 

 

Si inizia con una garetta aziendale…..

 

 

….poi la voglia di divertimento cresce e ci si fa prendere la mano.

 

 

 



11mo comandamento……….

 

 

Non toccare, non desiderare e soprattutto non rubare la bici d’altri.

 



I love my bike

 

 

Alessandro Aleotti aka J-ax non è un tipo che mi vada a genio, però diverse sue canzoni mi piacciono e non poteva mancare un’ode alla bicicletta.

 



Cinesume

 

 

Ad un amico serve una serie sterzo da installare su un nuovo telaio; gli dico di prendere le misure e mandarmele in mail così vedo cosa serve. Le misure arrivano, ma i conti non tornano. Gli dico di riprendere le misure e anche se queste sono leggermente diverse dalle precedenti, i conti non tornano ugualmente.
Sentenzio: “lascia stare, passo io domani sera”.
L’indomani passo accompagnato da idoneo calibro e gli faccio prendere le misure; adesso i conti tornano.
Gli chiedo di farmi vedere il suo calibro e da un astuccio mi tira fuori un Maurer a corsoio digitale elettronico. Basta una misura per capire che l’aggeggio è starato, nonostante le specifiche tecniche dichiarino:
Risoluzione = 0.01mm
Accuratezza = 0.02mm

L’amico è però dubbioso e vuole le prove di ciò che affermo.

Prendo un raggio Sapim Race, con diametro centrale da 1.8mm.

 

Questo è quello che legge  il Maurer

 

 

 

e questo quanto legge un calibro che ha più di 20 anni di utilizzo

 

 

 

Quando si dice comprare bene per comprare una volta sola.



Si fa presto a dire esco a fare una pedalata

Bike sharing in salsa cinese

Personalmente considero il bike sharing un’inefficiente carrozzone ingurgita soldi , per il semplice motivo che la maggior parte delle persone non ha cura delle proprie cose, figuriamoci di quelle pubbliche.
Sarebbe cosa più fruttuosa se i pubblici denari venissero spesi per opere che agevolano il ciclista urbano, partende da semplici rastrelliere (che oggi fa figo chiamare opere di urban design) per incatenare ben bene il proprio mezzo, fino a strutture più complesse, come centri di parcheggio videosorvegliati, recintati con rete antitaglio e a cui si accede solo con tessera personale  identificativa.

Per esempio un’ottima soluzione per i grandi centri è quella implementata a Washington D.C. con la Bikestation; dove oltre alla custodia c’è anche la possibilità di noleggio bici, l’acquisto di lucchetti, l’officina per le riparazioni e lo spogliatoio.

 

 

Ovviamente ci sono anche le eccezioni, dove il sistema funziona perchè  è praticamente gratis e perchè i ladri di biciclette si guardano bene dal toccare o danneggiare volontariamente la cosa pubblica; in Cina certi atteggiamenti non vengono buonisticamente accantonati con una pacca sulla spalla :-)



La città di Davis in California

Davis, in California, è una città che i politicastri italioti definirebbero utopica, ma che invece è una realtà ben consolidata. Uno degli obbietti di Davis, è quello di creare e mantenere un sistema integrato di piste ciclabili; la città riconosce la necessità di incoraggiare l’utilizzo della bicicletta sia come mezzo di trasporto e di svago sia come mezzo di lavoro e per farlo assicura un sistema sicuro e conveniente per accedere ad ogni punto della città.

Grazie all’orografia del territorio, praticamente tutta pianeggiante e ad un’efficiente rete di piste ciclabili, la bicicletta è diventata il mezzo di trasporto predominante.

Molti anni fa i residenti votarono una mozione per sbarazzarsi dei bus scolastici e incoraggiare i bambini a recarsi a scuola a piedi o in bicicletta.

Il processo di incorporare la bicicletta come mezzo di trasporto è iniziato negli anni 60 quando l’America era nel pieno dell’euforia per i mezzi a motore; quindi non c’è da stupirsi se il progetto venne bollato come una pazzia utopica.

Attualmente la cittadina presenta pista ciclabili sul 95% delle strade oltre che a corsie differenziate per pedoni e ciclisti. Per lo sviluppo del progetto bici, negli ultimi anni si sono spesi qualcosa come 14 milioni di dollari.

Oltre alle piste ci sono le infrastrutture dedicate ai ciclisti; come rastrelliere e ricoveri coperti e custoditi.

Un ultimo dato: non stiamo parlando di un paesucolo di quattro animo, ma di una cittadina di 65000 abitanti.

Altre info le trovate qui



Triple Rush – Guadagnarsi il becchime con la fissa

 

Triple Rush è una serie televisiva di Travel Channel che mette in evidenza la differenza fra chi gira scazzato con la fissa e chi lo fa per procurarsi il pane.
La serie prende in esame tre differenti compagnie di “fattorini sui pedali” ubicate a New York, di come si svolge il loro lavoro dal lato ufficio e dal lato strada, dal quale si capisce bene il perchè fare il bike messenger nella grande mela è uno dei tre lavori più rischiosi (gli altri due sono poliziotto e vigile del fuoco).
La serie prende il nome da quella che è la “consegna super rapida”, la più lucrativa, quella del tutto o niente, ovvero, se non viene portata a termine nel tempo stabilito non dà diritto alla riscossione del dovuto.
Unica pecca è che sono stati trasmessi solo tre episodi:

La puntata pilota
The dispatchers
The Rain

Il sito ufficiale è questo
mentre il primo episodio di 42 minuti lo trovate qui:

http://www.novamov.com/video/h8dqtvfrdl68p

Shambhala



Mai dire e-bike

 

Visto che il parco circolante sta aumentando notevolmente, soprattutto in Nord Europa, le assicurazioni hanno pensato di sfruttare questo terreno di caccia ancora vergine. La tattica adottata è quella di richiedere nuove leggi e regolamentazioni per questi velocipedi. Per far approvare tali leggi stanno cercando di far passare le e-bike come mezzi di spostamento poco sicuri.

Si sono messi d’impegno per realizzare un test fantoccio che non dimostra assolutamente niente se non che indossare il casco è cosa buona e giusta.

Che ci scappi un’assicurazione obbligatoria anche per le e-bike?

Ecco la perla video

Shambhala




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