Parole opere ed omissioni dal mondo delle due ruote a pedali


Campagnolo EPS spiegato dall’interno

 

 

Il capo ingegnere della Campagnolo, Flavio Cracco, spiega le tecnologie che stanno dietro il sistema elettronico di cambiata EPS.

 

 

RIASSUNTINO dei punti salienti

Quello che si vede nel video è il Super Record in versione elettronica.
La forma delle leve, sia a scalare, che a salire, permette il loro utilizzo sia che le mani si trovino nella parte alta o in quella bassa del manubrio; il tutto rispettando la filosofia Campagnolo dell’unica funzione per ogni leva.
All’interno dei comandi c’è una scheda che riceve il segnale in maniera analogica dai comandi stessi e lo invia alla centralina DTI, che tramuta il segnale analogico ricevuto in segnale digitale da instradare al resto del gruppo. La centralina DTI è dotata di luce led a diversi colori:
verde, verde lampeggiante, giallo, rosso e rosso lampeggiante.

Quando il led lampeggia in colorazione rossa, bisogna ricaricare la batteria. La scatola che alloggia la batteria ospita anche l’unità che controlla tutto il gruppo. Tale unità di controllo non solo attua il movimento di cambio e deragliatore, ma dagli stessi riceve informazioni che vengono poi rielaborate al fine di garantire la posizione di cambio e deragliatore con la massima precisione possibile. Sull’unità di controllo è presente un ulteriore led che informa su eventuali malfunzionamenti del sistema; ad esempio, se il problema è sul cambio, allora il led si illumina di colore verde; un problema al deragliatore è segnalato con colore giallo e così via. A differenza di Shimano, quindi, il sistema di autodiagnosi è integrato nella scatola che alloggia la batteria; scatola che è protetta dall’infiltrazione di polvere e può resistere ad un’immersione in acqua fino ad una profondità di un metro. Il contenitore è dotato anche di un sistema antivibrazione per evitare che le irregolarità stradali si ripercuotano sul funzionamento del sistema; il tutto è stato testato alla Parigi Roubaix e al Giro delle Fiandre.

Il deragliatore si compone di un attuatore, ovvero di un motorino e relativa scatola degli ingranaggi, e di un sistema elettronico che permette di conoscere in ogni istante direzione, velocità e posizione. Il tutto è racchiuso in una struttura di tecnopolimero con fibra di carbonio all’interno. La gabbia del deragliatore presenta la guancia esterna in carbonio e quella interna in alluminio. Le guance sono state appositamente ridisegnate per il sistema eletronico.
Il cambio è costituito anch’esso da tecnopolimeri e carbonio e il suo movimento è garantito da un attuatore di tipo lineare. Sia il deragliatore che il cambio si regolano in maniera elettronica senza dover intervenire su nessuna vite, ad eccezione di una vitina posta sul cambio e che viene settata dopo aver regolato il cambio. Tale vitina fa in modo che la gabbia del cambio non vada a collidere con i raggi della ruota.
Per regolare il gruppo si premono in contemporanea, e per 6 secondi, i bottoni posti sulle leve di comando al manubrio; a questo punto sull’unità di controllo si accende il led in colorazione blu che indica che ci troviamo in modalità “calibrazione del sistema”.

Successivamente si scegli se regolare il cambio o il deragliatore; ad esempio se voglio regolare il cambio tocco la leva sul manubrio che comanda il cambio stesso. L’attuatore del cambio si muove in maniera continua quindi non a scatti prefissati. Si pongono le rotelline del cambio in linea con il secondo pignone della cassetta e si conferma la posizione premendo il pulsantino posto sul comando al manubrio di destra. A questo punto la luce sull’unità di controllo diventa bianca indicando che la procedura di calibrazione non è completa. La catena va quindi spostata sull’ultimo pignone, posizionando le pulegge nella mezzeria del pignone stesso; pigiamo il bottoncino sul comando al manubrio e il led diventa di colore blu e lampeggia, indicando che l’indicizzazione del cambio posteriore è completata. Il cambio presenta la funzione multishifting che permette di salire o scendere su tutta la cassetta pignoni in un secondo e mezzo. Se durante l’uscita o la gara non si è soddisfatti della regolazine, è possibile intervenire con delle microregolazioni premendo uno solo dei bottoncini presenti sui comandi al manubrio per più di 6 secondi e il led sull’unità di controllo diventa rosa e si possono fare delle microcalibrazioni pari a 0,1mm per il deragliatore e 0,2mm per il cambio. Terminata la microregolazione, si preme il bottoncino sul corrispondentecomando e il led rosa lampeggia indicando che la microregolazine è stata completata

 

 



11mo comandamento……….

 

 

Non toccare, non desiderare e soprattutto non rubare la bici d’altri.

 



L’integrazione secondo Rob English

Il sistema elettromeccanico Shimano Di2 può sembrare esteticamente ingombrante, a meno che qualche mano sapiente non si metta all’opera, e quello che ottiene è qualcosa di notevole.

La creatura della English Cycles presenta una batteria interna al telaio, fornita dalla Icarus Lights, che pesa la metà rispetto a quella di serie della Shimano e nel contempo ha un’autonomia superiore del 50% e viene ricaricata tramite una porta microusb.

L’unità di controllo che normalmente è poco gradevole da vedersi appesa ai cavi dei freni, viene integrata nella parte inferiore dell’attacco manubrio, con la cavetteria che scorre da prima all’interno dello stelo dell’attacco stesso e poi si propaga lungo il tubo obliquo. Gli unici punti in cui sono visibili i cavi sono in prossimità del deragliatore e del cambio.

La parte di maggior pregio è proprio l’attacco manubrio che ospita l’unità di controllo del Di2. L’attacco costituisce un pezzo unico con il cannotto forcella e la forcella vera e propria si unisce al cannotto in prossimità della testa grazie ad un sistema a morsetto a due viti. Sostanzialmente è come vedere un sistema tradizionale ma invertito.

Per ovviare al problema di fissaggio del corpo freno anteriore su tale forcella, Rob ha usato un bullone più corto del normale, che non passa attraverso la testa della forcella ma si avvita su una rondella conica posta sulla parete interna nella parte frontale della testa forcella.

I cavi passano dal cannotto forcella al tubo obliquo grazie ad apposite feritoie che permettono di ruotare il manubrio di 90°, sia a destra che a sinistra, senza mettere in tensione la cavetteria elettrica.

Altri particolari riguardano il tubo obliquo di tipo aerodinamico, ottenuto con tubazioni Columbus, il tubo verticale a spessori differenziati e ovalizzato, i foderi verticali minimalisti di tipo wishbone. Tocco finale la guarnitura in stile retrò.
La massa complessiva della specialissima è sotto i 6,8 Kg.

Fonti:
English Cycles
Bike Rumor




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