Filed under: Officina | Tag: acetone, alcol isopropilico, bici da corsa, calvin jones, cartavetrata, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, disco, fischio, freni a disco, king papu, mountainbike, mtb, park tool, pastiglie, pinza, riparazione, rotore, Rualis, rumore, sgrassante, squel out, strada, ululato, vibrazione
Nel video seguente Calvin Jones ci spiega il tutto. Dopo il video ho fatto un riassuntino di quanto dichiarato dallo zio Calvin
RIASSUNTINO:
L’ululato dei freni a disco è un fenomeno di risonanza armonica tipo quello che accade quando si suona un violino.
Le cause del rumore possono essere diverse e quindi vanno ricercate con calma.
Per prima cosa sinceriamoci che i bulloni o la ghiera del disco siano stretti alla corretta coppia di serraggio, così come le viti della pinza, che la ruota sia ben posizionata e lo sgancio rapido serrato a dovere.
Accertiamoci che non ci siano perdite d’olio dalla forcella o dalla pinza; perdite che possono andare a contaminare il disco e/o le pastiglie.
Passiamo quindi ad utilizzare il prodotto per sgrassare disco e pastiglie; si tratta dello squeeeallout (che trovate qui: http://squealout.com/). Prima dell’utilizzo bisogna versare un po’ d’acqua nel contenitore e mescolare per bene il tutto.
Si lavora su un freno alla volta, in quanto una volta cosparso il prodotto sul disco, la potenza frenante viene ridotta dell’80%.
Con un pennellino pulito si stende, senza eccedere, il composto sul disco.
Ora non resta che farci un giro a velocità moderata con la bicicletta e frenare ad intermittenza.
A questo punto sul disco e sulle pastiglie resta un poltiglia che contiene la sporcizia raccattata dal prodotto.
Si deve quindi procedere con una pulizia approfondita. Dopo aver rimosso la ruota, utilizzando un pennellino nuovo, si pulisce il disco utilizzando alcol isopropilico e facendo molta attenzione che l’alcol stesso non penetri all’interno del mozzo.
Per asciugare il disco ed eliminare qualche residuo ostinato si può procedere con dell’aria compressa.
A questo punto smontiamo le pastiglie dalla pinza e le laviamo con alcol isopropilico, dopo di che puliamo sempre con alcol isopropilico la pinza, sia internamente che esternamente, nonchè i piedini della forcella.
Rimontiamo il tutto e facciamo una prova.
Con somma delusione i freni ululano ancora.
Il problema va quindi ricercato altrove.
Procediamo quindi con il metodo “vecchia scuola” e puliamo il disco con acetone, mentre le pastiglie vengono strofinate su cartavetrata a grana fine per eliminare un’eventuale vetrificazione superficiale.
Reinstalliamo il tutto e partiamo per un altro giro di prova.
I freni però continuano ad ululare.
Il passo successivo è quello di installare un nuovo disco e fare una prova.
Niente di fatto, il problema persiste.
Reinstalliamo il vecchio disco e sostituiamo le pastiglie vecchie con un paio nuove.
BINGO, il problema erano le pastiglie così contaminate dall’olio che nessun trattamento è risultato efficace per riportarle alle condizioni iniziali e quindi si è dovuto sostituirle.
Visto che la forcella perdeva olio, sono stati sostituiti anche i paraoli.
Filed under: Varie ed eventuali | Tag: bici bimbo bambino senza pedali, bici da corsa, bici runner, Canada, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, hudora, kiddibike, kiddimoto, king papu, mountainbike, mtb, primi passi, puky, riparazione, Rualis, simply for kids, starler janod, strada, tricks, walk and bike, ybike, young free ride
Mi sono fatto l’idea che il bimbo diventerà un plurivisitatore del reparto ortopedia del locale nosocomio e se continua a spiadinarsi le palline sul sellino anche del reparto urologico.
Per il resto il video è carino, quantomeno fuoriesce dal solito deja vu.
Filed under: Varie ed eventuali | Tag: bici da corsa, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, franco cacciatori, graziella, impresa eroica, king papu, marco pantani, monorapporto, mountainbike, mtb, passo gavia, riparazione, Rualis, salita, single speed, ss, strada
Per una persona di mezza età, ascendere il passo Gavia in bicicletta può essere una di quelle prestazioni da ricordare sul calendario. Se però la stessa salita viene fatta a bordo di una graziella monorapporto, dando la paga a diversi pedalatori dotati di rapportature molto più agili, allora l’impresa diventa eroica.
Nota non da poco sono le parole finali del protagonista, dalle quali traspare tutta la genuina passione e l’amore per le due ruote; doti ormai perse da anni dal mondo del ciclismo professionistico.
Se la prossima volta che al mare vi trovate fermo allo stop qualche omino grazielladotato con ciabattine e asciugamano sulle spalle e nel contempo vi sentite il pedale allegrotto, pronto allo scatto, è bene meditare sul da farsi; l’esito dello sprint potrebbe non essere così scontato :-)
Filed under: Liberi pensieri | Tag: bici da corsa, bike sharing, bikestation, catena, ciclismo, cina, Cividale, claudio angeli, Cocomero, deposito, king papu, la stazione delle biciclette, lucchettaggio, lucchetto, mountainbike, mtb, noleggio biciclette, portabici, rastrelliera, ricovero, riparazione, Rualis, strada, videosorvegliato, washington
Personalmente considero il bike sharing un’inefficiente carrozzone ingurgita soldi , per il semplice motivo che la maggior parte delle persone non ha cura delle proprie cose, figuriamoci di quelle pubbliche.
Sarebbe cosa più fruttuosa se i pubblici denari venissero spesi per opere che agevolano il ciclista urbano, partende da semplici rastrelliere (che oggi fa figo chiamare opere di urban design) per incatenare ben bene il proprio mezzo, fino a strutture più complesse, come centri di parcheggio videosorvegliati, recintati con rete antitaglio e a cui si accede solo con tessera personale identificativa.
Per esempio un’ottima soluzione per i grandi centri è quella implementata a Washington D.C. con la Bikestation; dove oltre alla custodia c’è anche la possibilità di noleggio bici, l’acquisto di lucchetti, l’officina per le riparazioni e lo spogliatoio.
Ovviamente ci sono anche le eccezioni, dove il sistema funziona perchè è praticamente gratis e perchè i ladri di biciclette si guardano bene dal toccare o danneggiare volontariamente la cosa pubblica; in Cina certi atteggiamenti non vengono buonisticamente accantonati con una pacca sulla spalla :-)
Filed under: Liberi pensieri | Tag: bambini, bici da corsa, california, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, davis, king papu, mobilità urbana, mountainbike, mtb, pista ciclabile, rastrelliere, ricovero biciclette, riparazione, Rualis, scuola, strada, trasporto pubblico, viabilità sostenibile
Davis, in California, è una città che i politicastri italioti definirebbero utopica, ma che invece è una realtà ben consolidata. Uno degli obbietti di Davis, è quello di creare e mantenere un sistema integrato di piste ciclabili; la città riconosce la necessità di incoraggiare l’utilizzo della bicicletta sia come mezzo di trasporto e di svago sia come mezzo di lavoro e per farlo assicura un sistema sicuro e conveniente per accedere ad ogni punto della città.
Grazie all’orografia del territorio, praticamente tutta pianeggiante e ad un’efficiente rete di piste ciclabili, la bicicletta è diventata il mezzo di trasporto predominante.
Molti anni fa i residenti votarono una mozione per sbarazzarsi dei bus scolastici e incoraggiare i bambini a recarsi a scuola a piedi o in bicicletta.
Il processo di incorporare la bicicletta come mezzo di trasporto è iniziato negli anni 60 quando l’America era nel pieno dell’euforia per i mezzi a motore; quindi non c’è da stupirsi se il progetto venne bollato come una pazzia utopica.
Attualmente la cittadina presenta pista ciclabili sul 95% delle strade oltre che a corsie differenziate per pedoni e ciclisti. Per lo sviluppo del progetto bici, negli ultimi anni si sono spesi qualcosa come 14 milioni di dollari.
Oltre alle piste ci sono le infrastrutture dedicate ai ciclisti; come rastrelliere e ricoveri coperti e custoditi.
Un ultimo dato: non stiamo parlando di un paesucolo di quattro animo, ma di una cittadina di 65000 abitanti.
Altre info le trovate qui





