Parole opere ed omissioni dal mondo delle due ruote a pedali


Jay Blahnik – Full-Body Flexibility 2nd edition

 

In un precedente post avevo espresso le mie opinioni sul libro di Bob Anderson inerente lo stretching e nello stesso scritto avevo anticipato futuri post sull’argomento.
Oggi tocca al testo di Jay Blahnik, che come complessità degli esercizi si colloca un gradino sopra al manuale di Bob Anderson.

Full Body Flexibility è diviso in diverse sezioni e si apre con tabelle che hanno funzione di indice per trovare rapidamente l’allungamento che fa al caso nostro. In queste tabelle sono catalogati tutti gli esercizi e per ciascuno viene dato il numero di pagina di riferimento, se si tratta di uno stretching attivo o passivo e quali gruppi muscolari va ad interessare.

Si prosegue poi con una breve sintesi sui perchè e i percome dello stretching, sucome e quando farlo e a chiosa del tutto due belle immagini del corpo umano che mettono in evidenza i vari gruppi muscolari.

Si passa poi al lato pratico con una prima parte dove vengono proposti gli esercizi suddivisi per gruppi muscolari e a seguire quelli che interessano più gruppi muscolari contemporaneamente.

La sezione seguente prende in esame esercizi che hanno lo scopo di migliorare l’arco dei movimenti per diversi sport, per proseguire con routine dedicate al fitness in generale. Qui si è pescato a piene mani dallo yoga e dai pilates.

Il tutto si conclude con una sezione ad icone dove vengono riproposti gli esercizi fin qui descritti, corredati da numero di pagina per ciascuna posizione.

La descrizione di ogni singola posizione è ben fatta e corredata da immagini con utili suggerimenti sugli errori da evitare e su come respirare durante l’esecuzione degli stessi.

Il libro è ottimamente curato anche nei dettagli, ad esempio gli atleti impeganti indossano completi neri e viola e lo stesso abbinamento cromatico è utilizzato per la parte scritta.
Le fotografie sono a colori e ben fatte, in sostanza non ci si può sbagliare nell’esecuzione degli allungamenti.

Il range degli esercizi, va da cose semplice,

a quelle decisamente più complesse che richiedono un elevato grado di flessibilità.

Sostanzialmente il libro accontenta il principiante così come i palati più fini.

Voto più che positivo per questo volume; del resto tutti i libri della Human Kinetics che ho finora acquistato non mi hanno mai deluso.

Prezzo di copertina 19.95 $ (ma girando in rete lo trovate a meno)



2012 Shimano XTR Plus: funzionamento

 

Per gli amanti del trail riding che odiano sentire la catena che sbatte sui foderi o che viene scalzate dalle corone durante le discese più accidentate, è in arrivo l’XTR Plus.
La differenza visiva fra un XTR “normale” e il Plus è data da una levetta color oro posizionata sul cambio stesso.


Il sistema permette di bloccare la gabbia del cambio appena al di sotto del parallelogramma.
Guardando il sistema all’interno, si nota una molla e un sistema a cricchetti circondati da un’occhiellatura costituita da una fascetta metallica.

Quando la levetta dorata è in posizione off, l’occhiellatura è spostata verso l’alto e permette il libero movimento della gabbia. Quando la levetta oro viene spostata su on, un dispositivo a camma va a stringere l’occhiellatura, che a sua volta va a comprimere il sistema a cricchetto, che di fatto incrementa l’attrito sullo snodo della gabbia, incrementando così di molto la forza necessaria per far spostare in avanti la gabbia del cambio. Diventa così’ difficile anche a mano far spostare la puleggia inferiore in avanti.
La levetta oro deve essere posizionata su off quando si toglie la ruota o si registra il cambio.
Il sistema a detta di chi l’ha provato funziona bene anche se l’azionamento richiede una spinta maggiore sui manettini al manubrio.
Il lato negativo è dato dal prezzo del sistema, stiamo parlando di 249.99 dollari.
A questo punto è lecito chiedersi se non sia meglio adottare un cambio XT e farlolavorare con guarnitura doppia e guidacatena; risparmiando così un bel po’ di dindini.



Triple Rush – Guadagnarsi il becchime con la fissa

 

Triple Rush è una serie televisiva di Travel Channel che mette in evidenza la differenza fra chi gira scazzato con la fissa e chi lo fa per procurarsi il pane.
La serie prende in esame tre differenti compagnie di “fattorini sui pedali” ubicate a New York, di come si svolge il loro lavoro dal lato ufficio e dal lato strada, dal quale si capisce bene il perchè fare il bike messenger nella grande mela è uno dei tre lavori più rischiosi (gli altri due sono poliziotto e vigile del fuoco).
La serie prende il nome da quella che è la “consegna super rapida”, la più lucrativa, quella del tutto o niente, ovvero, se non viene portata a termine nel tempo stabilito non dà diritto alla riscossione del dovuto.
Unica pecca è che sono stati trasmessi solo tre episodi:

La puntata pilota
The dispatchers
The Rain

Il sito ufficiale è questo
mentre il primo episodio di 42 minuti lo trovate qui:

http://www.novamov.com/video/h8dqtvfrdl68p

Shambhala



Mai dire e-bike

 

Visto che il parco circolante sta aumentando notevolmente, soprattutto in Nord Europa, le assicurazioni hanno pensato di sfruttare questo terreno di caccia ancora vergine. La tattica adottata è quella di richiedere nuove leggi e regolamentazioni per questi velocipedi. Per far approvare tali leggi stanno cercando di far passare le e-bike come mezzi di spostamento poco sicuri.

Si sono messi d’impegno per realizzare un test fantoccio che non dimostra assolutamente niente se non che indossare il casco è cosa buona e giusta.

Che ci scappi un’assicurazione obbligatoria anche per le e-bike?

Ecco la perla video

Shambhala




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