Filed under: Liberi pensieri | Tag: bici da corsa, Big Dummy, bullit, cargo bikes, christianiabikes, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, king papu, kona, mountainbike, mtb, mundo, nihola, riparazione, Rualis, strada, Surly, suv, Transport, Trek, ute, xtracycle, yuba
Partendo dall’idea che non serve bruciare un litro di benzina per andare a comprare un litro di latte, si è cercato di sviluppare quello che è una sorta di SUV a pedali; un mezzo poliedrico dalla grande capacità di carico, che vada bene per la mobilità urbana, magari con due seggiolini per i bambini, a mezzo di carico per la spesa, a bicicletta per il turismo da diporto e di lunga gittata.
Le soluzioni sono state diverse, diamo quindi un’occhiata a cosa propone il mercato.
Kona UTE
Bicicletta dotata di telaio in alluminio disponibile in due tagli (18″ e 20″), guarnitura doppia, freni a disco meccanici con all’anteriore un rotore da 185mm e componentistica Shimano mista Deore/Alivio e gomme da 700×47.
Come accessori di serie troviamo parafanghi, cavalletto centrale, pianale in legno e due borsoni resistenti all’acqua. Da segnalare che il mezzo è predisposto per l’installazione di due seggiolini prodotti dalla Xtracycle. La capacità di carico si aggira intorno ai 100 Kg, ovviamente conducente escluso.
Il prezzo è davvero rimarchevole, siamo a quota 899 euro; mentre se volete la versione con motore elettrico per la pedalata assistita, l’esborso sale a 2399 euro.
Trek Transport
Definita da Trek come la bicicletta che ti cambia la vita e cambia il mondo, è progettata attorno ad un telaio in alluminio con pianali di carico laterali ripiegabili.
A differenza della Kona è dotata di ruote da 26″ e presenta una trasmissione di livello inferiore nonchè di freno a disco solo anteriormente, mentre al posteriore troviamo un classico v-brake. Di serie ci sono parafanghi, doppio cavalletto centrale, portapacchi anteriore ed un solo borsone. Disponibile in due taglie: M (17″) ed L (20″). James Huang, il redattore della sezione tecnica di Bike Radar, ha deciso di mettere alla prova il mezzo, abbandonando per un intero mese la propria automobile.
Se volete sapere com’è andata, l’intero articolo lo trovate qui
Il prezzo della Trek è di 1390 dollari, ma purtroppo non è importata direttamente in Italia.
Yuba Mundo
Qui siamo in presenza di una cargo bikes in versione low cost, ve la portata a casa con 750 euro. Ha una portata di circa 100 Kg ed è prodotta in taglia unica per la quale i produttori dichiarano una compatibilità per ciclisti con altezza compresa fra i 150cm e i 2 metri (ho seri dubbi in proposito). Anche qui le ruote sono da 26″. Come trasmissione siamo con un misto di Shimano Tourney e Acera. E’ dotata di pianale e parafanghi, ma se volete i borsoni dovete comprarveli a parte.
Surly Big Dummy
Se quanto propone il mercato non vi gusta, potete sempre assemblarvi una cargo bike come volete, partendo dal telaio Big Dummy della Surly, il quale è stato progettato per essere assemblato con tutti gli accessori prodotti dalla Xtracycle, quindi completamente modulabile a seconda delle vostre esigenze. Il prezzo del telaio è di circa 1000 euro che a ben guardare le tubazioni con le quali è costruito e la perizia delle saldature non è eccessivo; fra l’altro disponibile in 4 taglie: 16-18-20-22 pollici. Anche in questo caso le ruote sono da 26″. Per chi lo volesse è dispobile anche la versione bici completa.
Se ci vogliamo spostare nella terra promessa del ciclista, ovvero la Danimarca, troviamo ulteriori soluzioni in materia.
Christiania Bikes
Tricicli per tutte le esigenze; dal trasporto della fidanzata ai bambini (una bicicletta a ciclo completo), o per la spesa o per il lavoro.
Le configurazioni sono le più diverse, quindi date uno sguardo al loro sito
christianiabikes
Nihola
Sempre sul genere precedente troviamo la nihola
il loro sito è dettagliato e comprensivo di prezzi.
Bullit
Se non volete il carico al posteriore, metetelo avanti
Il tutto lo trovate qui
E per terminare un bel video sull’utilizzo delle cargo bikes a Copenhagen
Filed under: Recensioni | Tag: allungamenti, bici da corsa, bob anderson, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, defaticamento, esercizi, flessibilità, jean anderson, king papu, mountainbike, mtb, riparazione, riscaldamento, Rualis, shelter publications, strada, stretching
Mi ero fermato a scambiare quattro chiacchiere con un conoscente che era appena rientrato da una sgambata in bicicletta; vedendolo scendere dalla bicicletta con la flessibilità di un manico di scopa, mi è sorto spontaneo chiedergli quanto stretching facesse. Il suo volto perplesso è stato eloquente così come le sue domande sul come, dove, quando e in che modo.
Non mi sono potuto esimere dal consigliargli il libro di Bob Anderson sulla materia.

Il testo in questione è ben congeniato e senza tanti fronzoli arriva diretto al nocciolo della questione, ovvero sugli esercizi di stretching e su come eseguirli.
La prima decina di pagine sono di precauzioni generali sul da farsi, ed offrono un assaggio diretto con alcuni esercizi. Seguono poi serie di esercizi specifici per ogni parte del corpo, divisi per distretti (schiena, spalle, gambe, braccia ecc). Terminata questa novantina di pagina, troviamo gli stessi esercizi combinati in routines per diverse attività giornaliere (al mattino, prima di coricarsi, in giardino, alla scrivania ecc). Si prosegue con routines dedicate ai singoli sport, intese come preparazione all’attività fisica che si sta per eseguire e per il defaticamento. Il tutto termine con una breve incursione sulle tecniche PNF, ma è proprio un assaggio. Le posizioni sicomprendono facilmente grazie anche al fatto che non siamo in presenza di fotografie bensì di disegni.
Le stesse posizioni si ripetono spesso nell’arco del libro, ma dato che sono congeniate in routines, c’è sufficiente materiale per non annoiarsi.
La rilegatura permette (dopo un po’ di tempo che si sfoglia il libro) di lasciare il testo aperto senza quella noiosa funziona di “salto di pagina” o “chiusura automatica”.
Iniziando da zero, si raggiungono risultati evidenti e tangibili in circa 2 mesi di pratica quotidiana.
A mio avviso le posizioni consigliate vanno tenute più a lungo di quanto il libro suggerisca, così una routine di 16 esercizi richiede un tempo di circa 30 minuti.
Oltre al libro c’è bisogno solo di un materassino da palestra e per il resto buonallungamento.
Se poi vi prende la mania dello stretching e mirate alla superflessibilità, ci sono altri libri che utilizzano tecniche avanzate, ma questo è un altro discorso, forse oggetto di un futuro post.
Titolo: Stretching
Autore: Bob Anderson, illustrazioni di Jean Anderson
Casa editrice: Shelter Publications, Inc
Prezzo: $16.95
Lingua: Inglese (esiste anche la traduzione in italiano disponibile ad un prezzo di 16.90 euro).
Shambhala
Filed under: Officina | Tag: accorciamento, bici da corsa, ciclismo, Cividale, claudio angeli, Cocomero, condotto, deore, king papu, kit spurgo, leva, mountainbike, mtb, olio minerale, pinza freno, pistoncini, pistoni, riparazione, Rualis, shimano, slx, spurgo, strada, tubo idraulico, xt, xtr
L’articolo si occupa di come accorciare il tubo idraulico di un impianto frenante Shimano giù spurgato, senza dover utilizzare l’apposito kit di spurgo
Se il vostro impianto frenante Shimano presenta un tubo troppo lungo, è possibile accorciarlo senza dover poi ricorrere al kit di spurgo.
Utensili necessari:
Chiave a brugola da 3mm
Chiave a forchetta da 8mm
Cacciagomme in plastica
Cacciavite a croce # 1
Taglierino
Mazzuolino da officina
Procedura:
1) Rimuovete le pastiglie dalla pinza freno.
2) Premete alcune volte la leva del freno per far fuoriuscire i pistoncini della pinza, ma attenzione a non farli uscire completamente dalla loro sede.
3) Svitate il dado di compressione e rimuovete il tubo dalla leva.
4) Tagliate il tubo alla lunghezza desiderata facendo in modo che il taglio sia netto e ben definito
5) Inserite una nuova oliva e una nuova spina nel tubo freno; per facilitare l’operazione utilizzate le apposite ganasce in plastica (di colore giallo) che vengono fornite con l’impianto freno a disco. La spina viene inserita battendola con un mazzuolina da officina fin tanto che la testa risulta aderente al tubo freno.
6) Riposizionate il tubo freno sulla leva. Avvitate il dado di compressione fintanto che si comincia a sentire una certa resistenza, dopo di che avvitatelo ancora di 1/4 di giro.
7) Accertatevi che la leva del freno sia posizionata più in alto della pinza, dopo di che fate rientrare i pistoncini della pinza in sede. Se durante l’operazione di taglio del tubo, è entrata dell’aria nello stesso, questa salirà verso la leva.
8) Inserite le pastiglie sui pistoncini e inserite il distanziale rosso fra le pastiglie. Premete alcune volte la leva del freno per posizionare le pastiglie alla normale distanza di utilizzo. L’impianto è ora pronto per essere reistallato sulla bicicletta.
Fonte delle immagini: Shimano Inc.






































